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Mostra alla galleria d'arte ORIENTALE SICULA di Messina
Inserito il 29 febbraio 2012 alle 10:11:00 da webmaster. IT - Libri, Convegni, Mostre, Eventi culturali

Sabato 3 marzo 2012 alle ore 18,00 presso la Galleria ORIENTALE SICULA di Via M. Giurba n. 27 a Messina verrà inaugurata la mostra SCULTURE (Sara Teresano & Nino Cannistraci Tricomi). In Continua in Dettagli l'articolo sulla mostra firmato Vincenzo Bonaventura

SCULTURE (Sara Teresano & Nino Cannistraci Tricomi)



Articolo estratto dalla Gazzetta del Sud - ed. di Messina - del 8 marzo 2012 firmato da Vincenzo Bonaventura: Cannistraci e Teresano gli opposti che si attraggono

Leggere, precisamente geometriche, colorate quelle di lui. Più o meno sferiche e imprecise per scelta, di alabastro, solo bianche quelle di lei. Non potrebbero esserci sculture più dissimili fra di loro quanto quelle di Nino Cannistraci Tricomi e Sara Teresano, in mostra all'Orientale Sicula fino al 15 marzo.

Davvero non hanno alcun motivo per stare insieme. Si può solo dire che nella fisica i poli magnetici opposti si attraggono e questo principio si rinnova anche nei rapporti umani. E, quindi, in quelli artistici. Ecco allora che la forma di attrazione si esercita anche in questa mostra, perché l'uno e l'altra cercano di raffigurare in modo simbolico il mondo, sia per com'è sia per come vorrebbero che fosse.

Sara Teresano raffigura un disequilibrio che ha in sé la forza di essere, sempre e comunque. Lei, così legata in passato alla figura femminile, ne è rimasta segnata perché ogni sua scultura appare legata alla terra, ai semi, allo sviluppo da una cellula all'altra. "Terramadre" era intitolata una sua precedente mostra, e ancora oggi il suo universo è estremamente femminile. Ma si tratta di «frammenti vulnerabili», come scrive Giusi Venuti. Da qui il difficile bilanciamento delle sue sfere e delle sue spore suggerisce in chi guarda non solo lo scarso equilibrio su cui si regge la nostra società, ma anche la necessità di una ricerca di parità uomo-donna che ancora non c'è e che non può pretendere di sorreggersi soltanto sulle capacità femminili.

Sono sculture, dunque, che gridano la necessità di una nuova era, basata sulla semplicità, che l'impaginazione zen (ancora una volta) delle opere, con il contrasto bianco-nero (a richiamare la simbologia dello yin e dello yang), e su una rinnovata fusione maschile-femminile. La Teresano, poi, alle sculture aggiunge opere da parete (chiamiamole così) in cui utilizza sale (un altro dei suoi materiali prediletti), vinavil e polistirolo. Il sale indica protezione, purificazione, guarigione: appare perfettamente propedeutico alle indicazioni delle sculture. È un lavoro ancora nella sua fase d'avvio: intrigante nella versione tutta bianca con figure in rilievo che richiamano le sculture, ancora da rivisitare (e in fieri molto interessante) nella versione su base nera con il sale sparso come se fosse un colore.

Il rigore, sempre estremo, di Cannistraci Tricomi, si rinnova anche stavolta: le sue opere, "pittosculture" le definisce Mariella Marini, sembrano indicare una possibile nuova avventura umana. Le sue figure secondo la geometria sono "solidi" e questo stato prevale, nonostante l'artista apra fenditure, faccia colare «lacrime di bitume», utilizzi la cera per frastagliare le superfici eccetera. Si deve credere che il mondo, pur ferito, abbia una sua forza, statica e dinamica nello stesso tempo, che si può definire di autoguarigione.

L'intensità del colore, compreso il nero che sempre in Cannistraci Tricomi ha un vigore straordinario e sorprendente, sembra descrivere la pulsazione della vita. L'insieme delle opere, di piccole dimensioni, si estende su un piano, quasi un modello di urbanizzazione, avveniristico e contemporaneo nello stesso momento, ma né ottimista né pessimista.

Lui, Cannistraci Tricomi, è uno spettatore attivo e non rassegnato, pronto a cogliere ogni segno di cambiamento, ogni possibilità che si apre e si chiude. Il bello del suo mondo, così statico a prima vista, è dato dal suo essere invece sempre in movimento.


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