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Teatro e dintorni
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L'attore Giovanni Boncoddo chiama a raccolta gli artisti messinesi
Inserito il 13 luglio 2012 alle 11:50:00 da webmaster. IT - Teatro e dintorni

L'attore Giovanni Boncoddo chiama a raccolta gli artisti messinesi


Letto : 3296 | Continua in Dettagli... (1 parole)

Giovanni Boncoddo nuovamente in scena alla Sala Laudamo
Inserito il 20 marzo 2012 alle 16:14:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

SALA LAUDAMO -  MESSINA - 23, 24, Marzo 2012 (ore 21.00)  - 25 Marzo 2012 (ore 17, 30)

LA PELLE DEL SERPENTE - di Nicola Calì  

La pelle del serpente, spettacolo teatrale di Nicola Calì con Giovanni BoncoddoSpettacolo senza nulla di preordinato nel quale la dialettica creativa tra l’espressione e il sacrificio di sé è la tensione che vive …

Non c’è più tempo per noi, vento non ci sarà, per noi che abbiamo navigato quel mare così nero … Ma se la vita è tempesta, tempesta allora sarà …  Un vento poi soffierà dentro le nostre vele qual è la rotta giusta solo il Signore lo sa …

Calì/Boncoddo


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Radio Argo: Eccellente interpretazione dell'attore Peppino Mazzotta
Inserito il 26 agosto 2011 alle 11:02:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

l'attore Peppino MazzottaApplausi calorosi del pubblico per Peppino Mazzotta ieri in scena con il suo lavoro RADIO ARGO al parco Horcynus Orca Capo Peloro di Messina per la sezione “Migrazioni tra terra e mare” curata da Massimo Barilla nell'ambito della IX edizione del Horcynus Festival 2011.

(Articolo selezionato dall'Unità del 30 giugno 2011 pubblicato nell'edizione di Firenze-pagina 13 di Valentina Grazzini-Firenze Fircult@Unita.It): ll personaggio Peppino Mazzotta, quella folle passione per la tragedia greca

Le cose facili non si addicono a Peppino Mazzotta, quarantenne attore calabrese. Il quale, noncurante del successo ottenuto nel ruolo televisivo dell'ispettore Fazio (il fido terzo di Montalbano dopo il più svagato Mimì Augello), prosegue nel suo studio sulla tragedia greca che in una carriera già quasi ventennale occupa un posto d'onore. «È una piccola ossessione», ammette lui stesso.

Lo vedremo in scena al Castello Pasquini di Castiglioncello domenica 3 (ore 21) e lunedì 4 luglio (ore 19) con Radio Argo, riscrittura della trilogia dell'Orestea di Euripide ad opera del poeta e drammaturgo napoletano Igor Esposito. «L'elaborazione del testo si è concentrata sull'aspetto del potere - spiega Mazzotta -, neanche dirlo è un tema contemporaneo, che risuona. Darò voce da solo a sei personaggi, ma tra loro quelli fondamentali sono Agamennone e Oreste, i due contrari». «Il primo riporta agli Achei una giustificazione alle sue azioni di guerra semplice ed agghiacciante - continua l'attore che firma anche la regia dello spettacolo -: quel che ho fatto l'ho fatto per il denaro e per la comunità.

Tutti sono coinvolti e nessuno potrà replicare, il potere si autogiustifica in maniera inattaccabile... Oreste al contrario si allontana, ha una reazione anarchica di esilio». Costretto su una sedia a rotelle, «per annullare la fisicità dei personaggi, che sono accomunati dal vivere un rapporto con il corpo sofferente, tra stampelle, sostegni, fino alla sedia appunto», Mazzotta sarà supportato dai contributi video di Fabio Iacquone (storico collaboratore di Giorgio Barberio Corsetti) e Luca Attilii, nonché dal disegno sonoro di Andrea Ciacchini. «Il suono dell'intero spettacolo, sia la mia voce che le musiche originali di Massimo Cordovani sono in quadrifonia, una sorta di Dolby surround - spiega ancora Mazzotta, che in teatro ha lavorato anche con Toni Servillo -.

I video saranno proiettati su supporti materici, saranno piccoli contributi e non grandi immagini». Ed al posto del coro, in una struttura drammaturgica che resta fedele a quella della tragedia nonostante il ricorso alla prosa lirica, appare la voce fuoricampo di un non meglio identificato radiocronista, che nella notte dispensa messaggi. Paragoni con Carmelo Bene ed i suoi oratori? «Per carità - si schernisce Mazzotta - il suo lavoro sulla voce è stato esaustivo, non mi permetterei mai!». Peppino Mazzotta nelle vesti di Oreste


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Giovanni Boncoddo: Reading Performance sul lungomare di Spadafora
Inserito il 12 agosto 2011 alle 23:00:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

GIORNO 24 AGOSTO 2011 ore 21.30

LUNGOMARE DI SPADAFORA (ME)

DE BATTISTI POST MOGOL

VERSI EGGIÀSTICI

STUDIO PRIMO  - READING PERFOMANCE

MONIA ALFIERI

GIOVANNI GIONNI BONCODDO

MAURIZIO LA DUCA

CRISTINA LOPRESTI

 

Difficilmente i mutamenti artistici, così come quelli di altro genere, avvengono di colpo, da un giorno all’altro; esiste quasi sempre una zona, più o meno vasta, di passaggio, dove i caratteri della fase più antica si mescolano a quelli nuovi … Senza forma o struttura, sto cominciando, a lavorare intorno al mio nuovo spettacolo - DE BATTISTI POST MOGOL - VERSI EGGIÀSTICI

Un artista non può camminare dietro il suo pubblico un artista deve camminare davanti …(LUCIO BATTISTI)

E GIA’ –  il primo album di Lucio Battisti dopo il distacco da Mogol mi è arrivato tre le mani come un regalo …Quando l’ho aperto senza aspettarmi nulla mi è accaduto che dal suo ascolto mi è venuto incontro qualcosa che sembrava scritto apposta per me … Un lavoro – testimone del tormento di Lucio Battisti, un album – mistura tra le parole di -  Grazia Letizia Veronese - la moglie, e quello che stava prendendo forma nella nuovo corso musicale di Battisti ... Un album significativo in cui Lucio, dopo tanto e clamoroso successo sa, finalmente, da quale parte dovrà andare la sua musica e che probabilmente sarà la svolta definitiva ..

Il mio teatro non ha bisogno di un palcoscenico, luci, poltrone ma ha bisogno solo di una cosa: l’elemento umano …  Questo non significa che il resto sia privo di importanza, ma non è la prima cosa  …

Un grazie particolarmente affettuoso a Maurizio La Duca per il bellissimo regalo …  

GIOVANNI BONCODDO

 

MONIA ALFIERI, GIOVANNI BONCODDO, MAURIZIO LA DUCA, CRISTINA LOPRESTI Sul lungomare di Spadafora si è svolta la reading performance ispirata alle liriche di Lucio Battisti messa a punto dal regista Giovanni Boncoddo con le musiche di Maurizio La Duca e la voce di Monia Alfieri e Cristina Lopresti.

L'evento è stato preceduto e seguito dai piacevoli interventi musicali del cantautore Salvatore Trimarchi, interprete apprezzato di brani anni '70 e '80, inserito nel cartellone delle manifestazioni programmate per l'Estate Spadaforese 2011.

 


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"PATRI 'I FAMIGGHIA", UNA PRODUZIONE TUTTA MESSINESE
Inserito il 25 maggio 2011 alle 19:52:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

"PATRI 'I FAMIGGHIA", UNA PRODUZIONE TUTTA MESSINESE CHIUDERÁ ALLA LAUDAMO (27-29 MAGGIO) LA STAGIONE DI PROSA DELL'ENTE TEATRO

Lo spettacolo presentato in una conferenza stampa. Testo di Dario Tomasello, regia di Roberto Bonaventura, interpreti Angelo Campolo, Annibale Pavone e Adele Tirante.

"PATRI 'I FAMIGGHIA", UNA PRODUZIONE TUTTA MESSINESE CHIUDERÁ ALLA LAUDAMO (27-29 MAGGIO) LA STAGIONE DI PROSA DELL'ENTE TEATRO

(testo estrapolato dall'evento presente nella home Facebook  dell' E.A.R. Teatro di Messina) Un'importante produzione dell'Ente Teatro tutta messinese chiuderà nella Sala Laudamo, dal 27 al 29 maggio, la stagione di prosa, sezione "La Casa degli Artisti". "Patri 'i famigghia" è uno spettacolo che "sfrutta" alcune delle migliori forze teatrali delle città, già ben note in campo nazionale. È un testo scritto da Dario Tomasello (autore di "Ultimo giorno", coprodotto con lo Stabile Friuli Venezia Giulia), diretto da Roberto Bonaventura (già regista della produzione dell'Ente Teatro "I Microzoi" di Joppolo) e interpretato da Angelo Campolo, Annibale Pavone e Adele Tirante, tutti attori di collaudati successo ed esperienza. Tra l'altro, Campolo e la Tirante sono stati i protagonisti di "Picasso e la ragazza rapata" di Dacia Maraini e Pavone, sempre in questa stagione alla Laudamo, ha recitato in "Perthus", insieme con Giampiero Cicciò.

"Valorizzare gli artisti messinesi - ha detto, aprendo la conferenza stampa, la vicepresidente dell'Ente Teatro di Messina, Daniela Faranda - è una delle priorità individuate dal Consiglio di Amministrazione, di concerto con il Sovrintendente. In questa stagione sono stati diversi gli appuntamenti che hanno dimostrato questa nostra attenzione. 'Patri 'i famigghia', posto a chiusura di stagione rappresenta il suggello di quel che abbiamo fatto e, insieme, la promessa di rinnovare l'impegno in questa direzione".

Anche il sovrintendente Paolo Magaudda ha confermato l'indirizzo dell'Ente: "Portare avanti giovani così interessanti e che già hanno dimostrato il loro valore fuori dall'ambito cittadino è nello stesso tempo un dovere e un piacere. Questo spettacolo, in particolare, credo che sia di notevole interesse, anche perché è scritto e rappresentato in dialetto messinese".

"Patri ‘i famigghia" è un apologo sul senso di desolazione e di sradicamento, vissuto da una generazione che non riesce ad assumersi la responsabilità più delicata: quella della cura paterna dei propri cari, del proprio tempo. "In un gioco ambiguo di ricognizione memoriale - ha spiegato l'autore Dario Tomasello - tre cugini, Angelica, Rino e Nando, ritrovatisi per necessità alla morte del padre di quest’ultimo, tessono la tela, amara e divertita, dei ricordi di un’infanzia dolcissima, crudele e smarrita. L’esito di quel ritrovarsi inatteso trascina echi di perduti rancori e tessere maliziose di un mosaico impossibile da ricomporre. L’età adulta si è compiuta senza costrutto, senza ipotesi di salvezza. Non resta che rifugiarsi nel passato, le cui ombre fanno meno paura dell’evidenza brutale della realtà odierna".

"Il nostro lavoro - ha detto il regista Roberto Bonaventura - è partito dall’assenza del padre, del capo della famiglia, di colui che tiene tutto e tutti uniti. Ci siamo scontrati con una forte sensazione di smarrimento, con l’impossibilità di avere una direzione, con la percezione di essere adulti che non riescono a smettere di essere figli. Queste dinamiche hanno dato vita ad un gioco che rende i tre personaggi grottesche caricature di adulti malriusciti, in un girotondo talvolta patetico, talaltra lento e spietato, in cui inesorabile scorre il tempo. I figli sono allora costretti a guardare la loro vita fatta di scelte sbagliate, di atavici conflitti per un pezzo di terra, di esistenze che si trascinano senza coraggio".

Sala Laudamo 27 e 28 maggio, ore 21.00; 29 maggio, ore 17.30 Prezzi: posto unico 10 euro, ridotto 6 euro


Letto : 3294 | Continua in Dettagli... (25 parole)

Lo spettacolo di Giovanni Boncoddo in scena alla Sala Laudamo di Messina
Inserito il 14 aprile 2011 alle 08:00:00 da webmaster. IT - Teatro e dintorni

Articolo estrapolato da www.tempostretto.it  Recensioni teatro - 01/04/2011 (Gigi Giacobbe)

After Juliet. Un notturno del corvo Joe

Giovanni BoncoddoGiovanni Boncoddo torna dall'inferno e realizza alla Sala Laudamo uno spettacolo visionario, profetico, indimenticabile. “Quelli in corsa verso la morte, quelli che l’aspettano, quelli che si preoccupano”. Così inizia il commovente spettacolo After Juliet. Un notturno del corvo Joe, ideato scritto e diretto da Giovanni Boncoddo e presentato nella Sala Laudamo con un oceano di applausi.

Si tratta del primo spettacolo (speriamo di una lunga serie) dopo il tremendo incidente capitato a Boncoddo ritornato a vita nova dopo un lungo periodo di tenebre. A quella vita che l’eterna nemica voleva afferrare con la sua tagliente falce e che invece è rimasta con tanto di naso. Sul palco un quartetto di musici facenti parte delle “Terrae-Compagnia di Musica Popolare” (violino, percussioni, contrabbasso, chitarra) che per quasi due ore diventa il vero polmone dello spettacolo (dedicato “a Paolo Ceraolo il più divertente e generoso dei miei amici e a Celestino Lippa direttore mio direttore” si legge su una slide), sfoderando svariati ritmi, dall’atonale, al jazz, all’etno-musica.

S’inizia con le immagini filmate d’un concerto dei Rolling Stones e si va avanti con dei giovani attori che si esprimono con le parole del Romeo e Giulietta e dell’Amleto di Shalespeare. Colui che veste i panni doppi di Romeo e Amleto sembra incarnare l’anima di Boncoddo. Gli somiglia pure nella postura e per come è agghindato con lunga giacca, cappello e bastone. Comincia a verseggiare in napoletano e il pensiero vola a Enzo Moscato, Antonio Neiwiller e a Leo De Berardinis ( di cui comparirà più avanti la sua indimenticabile faccia sullo schermo) e poi a duettare con l’altro doppio di Giulietta e Ofelia di Monia Alfieri che non si prende troppo sul serio compiendo vari giri attorno alla sala ed esclamando ad un tratto che lei sta con chi la paga.

“Vorrei trovare pace senza morte” dice l’interprete di Amleto, sfogliando pagine su pagine, non trovando forse quella buona e non appallottolando i fogli come faceva Carmelo Bene che voleva andare solo a Parigi, a Parigi. C’è Laerte che si prepara una “canna” passandola poi a Romeo e c’è Mercuzio che viene portato a spalle sul palco da Amleto.

“Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare” esclama qualcuno, mentre qualche altro giocherella con una rivoltella e rimbombano versi di Verlaine e Rimbaud. Non vale la pena suicidarsi. Meglio tenerla lontana quella comare secca e vivere in un mondo di fiori e di colori.

Spettacolo visionario, profetico, riconciliante, una reading performance, con le luci di Renzo di Chio e i video di Roberto Bonaventura cui hanno preso parte oltre a Monia Alfieri, Ivan Bertolami, Raimondo Brandi, Fabrizio Nevola, Claudia Marini e poi ancora Smeralda Diandra Anchesi, Francesco Bonaccorso, Vittoria Domini, Cristina Lopresti, Elena Restuccia, Adriano Russo.

In Continua in Dettagli le foto dell'evento e gli articoli della Gazzetta del Sud e del Giornale di Sicilia di sabato 2 aprile 2011


Letto : 4593 | Continua in Dettagli... (354 parole)

Giovanni Boncoddo & C. alla Notte della Cultura 2011
Inserito il 13 febbraio 2011 alle 10:00:00 da webmaster. IT - Teatro e dintorni

Giovanni Boncoddo & C. alla Notte della Cultura messinese del 12 febbraio 2011


Letto : 3698 | Continua in Dettagli... (1 parole)

Le spadaforesi Maria ed Ester Cucinotti al Teatro Vittorio Emanuele portano in scena PIRANDELLO
Inserito il 08 gennaio 2011 alle 08:00:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

I giganti della montagna(clicca per ingrandire l'articolo pubblicato sulla Gazzetta del Sud del 4 gennaio 2011) 

(Gazzetta del Sud del 7 gennaio 2011 - Fausto Cicciò Messina) La metafora del teatro e della vita nel testamento poetico di Pirandello  Per scorgere la "verità" basta osservare il mondo con lo sguardo stupito dei bambini

Se i «Sei personaggi in cerca d'autore» sono l'emblema del teatro pirandelliano, «I giganti della montagna» ne rappresentano la sublimazione, la perfetta sintesi surreale. Non è un caso che, nell'ultimo e incompiuto testo del genio di Girgenti (morto dopo aver completato il secondo atto), in un gioco infinito di specchi e di rimandi, sono gli attori (ancora una volta «sei» nell'allestimento di cui raccontiamo) a mettersi in cerca... dei personaggi. E di se stessi.

Come interpretare altrimenti il viaggio di quella Compagnia di commedianti falliti, adesso rievocata nel sublime allestimento di Enzo Vetrano e Stefano Randisi, verso la metafisica villa del Mago Cotrone? Soltanto lì, forse, in quel luogo popolato di fantasmi in cui un manipolo di "Scalognati" si è nascosto per rimanere lontano dalle brutture del mondo, i nostri comici potranno comprendere quella Poesia che si ostinano a difendere anche se ridotti in miseria.

La giostra di ombre e illusioni si addice più che mai allo stile chiaroscurale dell'associazione Diablogues, che affida al prodigioso disegno luci di Maurizio Viani il compito di "rivelare" su un fondale nero i profili seppiati e rarefatti dei protagonisti (disposti sul palcoscenico con magistrale plasticità) e dei rari oggetti collocati sulla scena da Marc'Antonio Brandolini. Cotrone, il demiurgo di questo universo onirico (al quale lo stesso Vetrano dà le sembianze di un visionario disincantato) prova a convincere i suoi ospiti a creare un'arte astratta, fine a se stessa, lontana dagli umori della sala e dalla "tirannide" dei botteghini.

Ma a ciò si oppone la dolente Contessa Ilse, vittima di uno schizofrenico tourbillon di inganni e chimere, e probabilmente per questo sdoppiata qui nei volti di due sorelle gemelle, le brave Ester e Maria Cucinotti. Lei, a capo della combriccola di "guitti", non si rassegna all'idea di una rappresentazione senza spettatori, di un "messaggio" senza destinatari. Una scelta che, alla fine, la vedrà soccombere, come in un sacrificio dionisiaco, sotto i piedi di uomini bestiali, dediti «all'esercizio continuo della forza».

Chi sono quei "giganti" se non la massa informe di un pubblico apatico e sopraffatto dall'ignoranza imposta da un potere cieco e senz'anima, oggi più di allora? Se il 1933 segnava l'avvento di Hitler al potere, oggi il mondo è oppresso da "regimi" meno brutali, in apparenza, ma nondimeno subdoli e sofisticati. Pirandello, così, se da un lato traccia una facile profezia del destino del Teatro, dipingendone simbolicamente l'essenza, dall'altro propone una (utopistica?) via di fuga, suggerendo che l'unico modo per "vedere la verità" è quello di guardare ciò che accade tra i sipari con lo sguardo stupito dei bambini.

Tra gli altri artisti della comitiva errante, che proverà a proporre «La favola del figlio cambiato» (lo scrittore si diverte ancora una volta a citare se stesso, ipotizzando desolatamente il proprio suicidio) spicca lo spirito irruento di Giovanni Moschella (Cromo). Ma anche tutti gli altri partecipano egregiamente al lavoro corale: dallo stesso Randisi (un Conte tormentato) a Marika Pugliatti (una Diamante di verve felliniana), da Giuliano Brunazzi (Spizzi) a Luigi Tabita (Battaglia). Ottimo pure il gruppetto degli Scalognati, tra i quali emergono la "maschere" cangianti di Antonio Lo Presti (Duccio Doccia e il Nano Quacquèo) e l'estro tutto siciliano di Margherita Smedile (la Sgricia). Eleonora Giua e Paolo Baietta, si fanno notare rispettivamente nei ruoli di Mara-Mara e Milordino. Buona l'accoglienza a Messina per i «Giganti» tra lunghi e meritati applausi. Si replica fino a domenica.

I GIGANTI DELLA MONTAGNA di LUIGI PIRANDELLO Note di regia

... C'è un olivo saraceno, grande, in mezzo alla scena, con cui ho risolto tutto... ...Per tirarvi il tendone...

L'arrivo della "Compagnia della Contessa" alla Villa dove il Mago Cotrone e i suoi "scalognati" hanno scelto di vivere per isolarsi dalla "civiltà", è l'incontro fra due universi uguali e contrari. La Compagnia, fedele all'idea di Poesia assoluta, si è ormai ridotta in miseria: nessuno, nel mondo, sembra più disposto ad ascoltare e comprendere. Ma ecco che arrivati alla Villa, come in un sogno, ciò che i teatranti cercano strenuamente sembra manifestarsi in quel luogo prodigioso: in un gioco fantastico di apparizioni e trasfigurazioni, di doppi e di identità rubate, la Villa e i suoi abitanti evocano e materializzano i personaggi, le scene, le atmosfere de La favola del figlio cambiato, l'opera che i poveri attori cercano di rappresentare senza più riuscirci. Cotrone invita i suoi ospiti a rimanere, (Continua in Dettagli)


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Teatro: UN NOTTURNO DEL CORVO JOE
Inserito il 19 ottobre 2010 alle 08:32:00 da webmaster. IT - Teatro e dintorni

24 0ttobre 2010, ore 21.30

SOTTERRANEI DEL CASTELLO – SPADAFORA

COMUNE DI SAPONARA

PRESENTANO: - UN NOTTURNO DEL CORVO JOE

 RAPPRESENTAZIONE TEATRALE PER ORCHESTRA POPOLARE

 SETTE ATTORI E UN PROLOGO

MILAZZO ATRIO DEL CARMINE 

UN NOTTURNO DEL CORVO JOE

 In Continua in Dettagli le foto ed un breve VIDEO dell'evento di Milazzo


Letto : 4368 | Continua in Dettagli... (733 parole)

Teatro: Lo spettacolo di Giovanni Boncoddo alla sala Laudamo di Messina
Inserito il 07 settembre 2010 alle 18:30:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

30/31 marzo 2011 – SALA LAUDAMO -  ore 21,00

Da sempre appassionato di storie anomale, ri-scrivo Romeo & Giulietta: ROMEO - Soggetto in condizioni di emergenza con compromissione delle funzioni vitali  - UN NOTTURNO DEL CORVO JOE, MERCUZIO, GIULIETTA by TERRAE – COMPAGNIA DI MUSICA POPOLARE - è una deliziosa digressione del capolavoro di Gugliemo Scrollalanza, ispirata dalla canzone dei Baustelle, il Corvo Joe – Mercuzio, dopo esser morto, ucciso dall’amore per il Corvo Joe, personaggio ambiguo ma suggestivo, si trasforma in un Romeo, assai pupo ed irreale, che stringe con Giulietta, un inquietante rapporto …………… Il Corvo Joe, personaggio completamente inventato, venuto fuori dall’omonima canzone dei Baustelle, è un’apparizione magica che traduce, in modo piuttosto evidente, il mio universo artistico, da sempre, presidiato da presenze femminili … Il risultato è uno spettacolo dove predomina una sorprendente voglia di divertimento – qualcosa di impreciso, uno spettacolo malinconico, quasi funebre, ma intenzionalmente comico

ROMEO -  Soggetto in condizioni di emergenza con compromissione delle funzioni vitali  - UN NOTTURNO DEL CORVO JOE, MERCUZIO, GIULIETTA by TERRAE – COMPAGNIA DI MUSICA POPOLARE - …  Lo spettacolo è specchio di espressioni emotive, gioia, odio, amore, dolore, desiderio, quelli che sono i miei sentimenti nei confronti  dell’amore…….. … I miei giovani attori, siano buona o meno la  merce che  portano nella loro carretta, compiono un loro piccolo miracolo, ma quello che più m’affascina  di questa operazione ... (Continua in Dettagli)


Letto : 3937 | Continua in Dettagli... (505 parole)

A Spadafora spettacolo di Giovanni Boncoddo il 25 AGOSTO 2010 in P.zza Castello alle ore 21.00
Inserito il 22 agosto 2010 alle 22:00:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

Spettacolo di Giovanni Boncoddo il 25 AGOSTO 2010  in P.zza Castello alle ore 21.30

per vedere tutte le foto ed il video del prologo vai su ... Continua in Dettagli

Il regista di Spadafora Giovanni Boncoddo

ROMEO - Soggetto in condizioni di emergenza con compromissione delle funzioni vitali  -  UN NOTTURNO DEL CORVO JOE, with MERCUZIO, GIULIETTA and Company

" Spettacolo di grande suggestione visiva -  Uno spettacolo – evento … Un modo di fare Teatro quasi amatoriale ma dignitoso, permeato da un’atmosfera, per così dire, spettrale, con evidenti riferimenti ai Rolling Stones & alla mia odissea. … Lo spettacolo inizia con un prologo di una potenza esplosiva … Monologo, per il quale, ho tirato in ballo Gesù, san Paolo, sant’Agostino, Salomè e Giovanni Battista, dibattendomi fra fiamme d’inferno e tentazioni per costruire uno spettacolo come da tempo non si faceva … "

GIOVANNI "GIONNI" BONCODDO


Letto : 4412 | Continua in Dettagli... (882 parole)

L'attore Giovanni Boncoddo alla Notte della Cultura 2010
Inserito il 22 agosto 2010 alle 20:23:00 da ugo lopresti. IT - Teatro e dintorni

L'attore/regista spadaforese Giovanni Boncoddo partecipa alla Notte della Cultura messinese del 13 febbraio 2010 con un lavoro su Amleto presentato alla Sala Laudamo (regia di Roberto Bonaventura).

Giovanni Boncoddo partecipa alla notte della cultura 2010 messinese


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Da Rometta ancora foto dei laboratori teatrali 2009
Inserito il 11 settembre 2009 alle 18:51:00 da webmaster. IT - Teatro e dintorni

OGGIWEB, in collaborazione con lo studio fotografico  di Francesco Burrascano, pubblica una selezione di 12 scatti effettuati durante le serate romettesi del 27 e 28 agosto 2009 dedicate al teatro, per la regia di Antonio Alveario, Roberto Bonaventura e Giovanni Boncoddo (Per info ed ulteriori scatti info@bassovallephoto.it)


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